
l nostro itinerario prende dunque il passo a Fidenza: punto di convergenza e smistamento di diverse vie. A Fidenza la cattedrale riflette in modo paradigmatico la complessità architettonica, scultorea e di significato che ogni monumento medioevale porta con sé unendo l'umano e l'universale, la natura e lo spirito, il peccato e la salvezza.
La maggior parte della decorazione scultorea è assegnata a Benedetto Antelami che vi avrebbe lavorato nei primissimi anni del XIII secolo. Da Fidenza per arrivare a Fornovo ed apprestarsi poi a valicare gli Appennini, il pellegrino poteva scegliere tra due vie principali. Quella più diretta lasciava la Via Claudia, come era chiamata la Via Emilia in epoca medioevale, all'altezza di Coduro, dove sorgeva la chiesa di San Leonardo, inoltrandosi nella campagna fidentina in direzione di Santa Margherita attraversando una
zona denominata "la Francesca".
Da qui la via punta diretto su Borghetto di Noceto, Medesano, Felegara e quindi Fornovo. Un tracciato che porta da Medesano a Felegara, infatti, è chiamato nella cartografia ottocentesca "strada comunale detta Francesca" . Forse meno frequentata ma certo non meno importante nonché suggestiva è la variante che proseguendo da Fidenza lungo la via Emilia in direzione di Parma passava per San Pancrazio, dove sorgeva la pieve con le reliquie del Santo, fino a raggiungere la Chiesa di Santa Croce alle porte della città.
|