FORNOVO
La pieve: un frammento di
religiosità medievale

Lastra della pieve di Fornovo raffigurante il martirio di Santa Margherita

Altitudine
Abitanti
Distanza da Parma:
Pref. Tel.
C.a.p.
Informazioni

Carabinieri:
Guardia Medica:

Spettacoli e altre manifestazioni:

Mercato fisso settimanale:
Aree naturali, parchi e riserve:
m. 174
6000
23 km.
0525
43045
c/o Municipio, P.zza Libertà 6 - t. 2212
Pro Loco, via Di Vittorio 5 - t. 39019
2114
2394

Fornovo in fiera, con corteo.
Dura 4 giorni, con termine il 1 martedì di agosto
Martedì con 120 banchi
Riserva Naturale "Monte Prinzera".
Informazioni c/o Municipio.

La pieve romanica
di S. Maria Assunta


La sua importanza come nodo stradale e ferroviario, punto di raccordo tra la pianura padana e la Lunigiana, all'incrocio con la direttrice pedemontana, ha dato impulso a numerose attività economiche e di servizio che hanno notevolmente modificato l'aspetto dell'abitato. La cittadina, alla confluenza dei torrenti Ceno e Sporzana nel Taro, fu municipium romano - Forum Novum - e, in età medievale, importante tappa sulla strada del monte Bardone. Il suo nome è legato anche alla celebre battaglia combattuta il 5-6 luglio 1495 tra l'esercito della Lega Italiana, condotto da Francesco Gonzaga, e quello di Garlo VIII in ritirata da Napoli. Nel nucleo antico sorge la parrocchiale di S. Maria Assunta, una della più importanti tra le pievi romaniche del territorio parmense, documentata già nel 854 e ricostruita nell'XI secolo anche con materiale di recupero romano. Pregevoli pezzi scultorei di ambito antelamico (inizi del XIII secolo), con animali fantastici e figure umane, impreziosiscono la semplice facciata a capanna: si noti in particolare la scena raffigurante l'Inferno e i vizi capitali, caratterizzata da uno straordinario vigore espressivo. Precede il corpo centrale della chiesa, con tre navate scandite da pesanti colonne in pietra di fiume e cotto, un atrio coperto da volte su pilastri polistili dai capitelli figuranti, primitivo nartece dell'edificio. All'interno, si noti in particolare per la raffinata narrazione, che raggiunge caratteri lombardi all'importazione antelmica, la lastra marmorea duecentesca con le Storie di S. Margherita, utilizzata come paliotto d'altare: forse era parte, con le sculture della facciata e del nartece di un ambone successivamente smembrato.